Campagna a sostegno delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ)

Annunciata dalla Piattaforma congiunta dei movimenti e delle organizzazioni femminili del Rojava e della Siria

Il diritto all’autodifesa contro il terrorismo e la violenza organizzata è garantito dal diritto internazionale e dalle convenzioni fondate sulla Carta delle Nazioni Unite, sulle Convenzioni di Ginevra e sulla Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in materia di pace e sicurezza. Ciò è particolarmente importante quando donne e bambini sono le principali vittime di omicidi, rapimenti, sfollamenti e schiavitù. Negli ultimi anni, in Siria sono stati commessi crimini diffusi perpetrati da organizzazioni terroristiche contro i civili, con le donne sottoposte alle forme più atroci di violenza e abuso, e conto bambini e donne esposti a ogni tipo di violazione. Ciò ha imposto alla società la responsabilità di difendere se stessa e i gruppi più vulnerabili.

In queste circostanze, c’era bisogno di forze in grado di proteggere le donne, i bambini e la società, e di affrontare il terrorismo che prende di mira gli esseri umani, la loro dignità e il loro diritto alla vita. Da questa prospettiva, sono state costituite le Unità di Protezione delle Donne (YPJ).

Fin dalla loro istituzione in Rojava, le YPJ si sono dimostrate la forza più efficace e il simbolo più evidente dell’organizzazione delle donne in tutta la Siria.

Negli ultimi anni, le YPJ sono state una delle forze più importanti nella lotta al terrorismo, dando un esempio eccezionale nella difesa dell’umanità, della dignità e della libertà. Sono state in prima linea nella lotta contro l’ISIS e altri gruppi estremisti, contribuendo direttamente alla protezione dei civili, al salvataggio di migliaia di donne e bambini e alla difesa delle comunità locali in tutta la loro diversità.

Le combattenti di queste unità hanno pagato un prezzo molto alto nei loro sforzi per proteggere la società siriana e l’umanità nel suo complesso. Hanno subito martiri e perdite nelle battaglie per difendere città e villaggi, così come nell’affrontare il terrorismo che ha preso di mira in particolare le donne. Il ruolo di queste unità non era solo militare; esse hanno anche agito come forza morale e sociale che ha contribuito a proteggere le donne dalla violenza e dall’estremismo e ha rafforzato i valori della partecipazione, dell’uguaglianza e della giustizia.

La presenza delle Unità di protezione delle donne all’interno dell’esercito garantisce il suo impegno nei confronti dei principi di pace e sicurezza. Queste unità rappresentano la bussola morale dell’esercito, radicata in una mentalità che rifiuta la negazione degli altri e si fonda su idee progressiste.

La presenza delle donne nell’esercito serve a scopi difensivi e militanti, cambiando la mentalità che rifiuta la volontà e i diritti delle donne.

Preservare l’identità distintiva di queste unità come forza specializzata di donne è una necessità nazionale. Esse hanno una vasta esperienza nella lotta al terrorismo. Hanno anche esperienza nella protezione delle donne. Contribuiscono alla sicurezza e alla stabilità. Ciò garantirebbe il riconoscimento del loro ruolo, della loro storia e dei loro sacrifici.

Noi, la Piattaforma congiunta dei movimenti e delle organizzazioni femminili del Rojava, lanciamo una campagna a sostegno delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ) all’insegna dello slogan «Siamo tutte YPJ! L’autodifesa è un nostro diritto naturale» e chiediamo quanto segue:

1. Il riconoscimento delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ) come forza armata regolare nell’ambito del Ministero della Difesa siriano.

2. La salvaguardia della struttura delle Unità di Protezione delle Donne come parte integrante del sistema di difesa siriano nelle regioni del Rojava.

3. La protezione e il consolidamento delle conquiste delle donne nel Rojava, che hanno reso le donne curde e siriane modelli di riferimento nella regione e in tutto il mondo.

4. Il rilascio delle donne detenute, la restituzione dei corpi delle martiri e la rivelazione della sorte delle donne scomparse e disperse.

5. Chiediamo alla Coalizione Internazionale e agli attori coinvolti di sostenere l’inclusione delle Unità di Protezione delle Donne nella struttura del Ministero della Difesa siriano.

6. Poiché la Dichiarazione costituzionale siriana non contiene alcuna disposizione che limiti il servizio militare agli uomini, la strada è aperta per rafforzare la partecipazione delle donne alle istituzioni militari e di sicurezza. Sottolineiamo quindi l’importanza di garantire la partecipazione delle donne e di organizzarla secondo i principi di uguaglianza e non discriminazione, anche all’interno di formazioni speciali femminili come le Unità di Protezione delle Donne (YPJ).

Chiediamo a tutti i movimenti e le organizzazioni femminili, alle forze democratiche e all’opinione pubblica in Kurdistan e in tutto il mondo di sostenere la nostra campagna e di stare al fianco delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ). Le YPJ sono diventate un simbolo di resistenza e di difesa della libertà delle donne, nonché un simbolo del raggiungimento della pace e della democrazia.

Chiediamo inoltre a tutti i media internazionali di sostenere questa campagna, poiché dà voce alla lotta per la libertà delle donne.

Le YPJ non sono solo combattenti; sono le custodi della libertà e dell’uguaglianza. La loro integrazione nell’esercito siriano rafforzerà la partecipazione delle donne alle istituzioni statali e consentirà loro di mettere a frutto la vasta esperienza accumulata in anni di guerra. Contribuirà inoltre a costruire un’istituzione di difesa nazionale che rifletta la diversità della società siriana e i sacrifici compiuti dai suoi figli e dalle sue figlie.

Lunga vita alle Unità di Protezione delle Donne, simbolo di dignità e lotta!

Gloria ai martiri e guarigione ai feriti.

Piattaforma congiunta dei movimenti e delle organizzazioni femminili del Rojava e della Siria

26 aprile 2026

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