Non c’è alternativa al riconoscimento costituzionale per proteggere la rivoluzione delle donne e garantire una Siria democratica

Dichiarazione pubblica in occasione dell’8 marzo della Piattaforma d’azione per i movimenti e le organizzazioni femminili in Rojava / Siria del nord-est

Per prima cosa ci inchiniamo in segno di rispetto ai grandi sacrifici compiuti con il sangue delle donne pioniere e delle martiri che hanno costruito ponti con i loro corpi e ci hanno aperto la strada con la loro volontà, affinché potessimo emergere dall’oscurità dell’esclusione verso la luce del futuro.

Noi, i movimenti e le organizzazioni femminili del Rojava, curdi, arabi, siriaci, assiri, armeni ecc., affermiamo che ogni conquista che difendiamo oggi è un giuramento di fedeltà al nostro patrimonio, che non vogliamo perdere e che non permetteremo venga distrutto.

I nostri cuori sono pieni di dolore e le nostre anime bruciano di rabbia mentre assistiamo alle atrocità commesse da elementi affiliati a fazioni legate al Governo Provvisorio; pratiche brutali che hanno trasgredito tutti i valori umani, dal barbaro gesto di gettare la nostra compagna Deniz dal terzo piano, al crimine a sangue freddo di tagliare la treccia di una combattente. Queste violazioni sono una palese espressione di una mentalità salafita e patriarcale intrisa di odio, volta a spezzare la volontà delle donne che hanno combattuto e vinto contro il terrorismo. È un patetico tentativo di terrorizzare la società prendendo di mira i suoi simboli di lotta e bellezza.

Ciò che la rivoluzione delle donne ha realizzato nel nord e nell’est della Siria, e in tutta la Siria, non è stata una semplice concessione, ma ci siamo separate dalle grinfie di un’ideologia escludente.

Per questo ci avviciniamo all’8 marzo, Giornata internazionale della donna, con spirito di resistenza, non di sconfitta. Annunciamo dal cuore della lotta il lancio di un’importante campagna nazionale e internazionale per intensificare la lotta in tutti i settori. Non stiamo implorando i nostri diritti, ma stiamo mettendo la comunità internazionale e le forze democratiche di fronte alle loro responsabilità storiche e indichiamo quali sono le nostre richieste non negoziabili e non rinviabili.

• L’inclusione esplicita e inequivocabile dei risultati della rivoluzione delle donne ottenuti nel nord e nell’est della Siria, e in Siria in generale, nella nuova costituzione, e la garanzia della protezione delle donne dalla mentalità patriarcale, escludente e salafita che storicamente ha cercato di emarginare le donne dalle posizioni decisionali.

• La piena attuazione di quanto concordato il 30 gennaio, in modo da assicurare il completamento dei processi di integrazione e garantire la partecipazione effettiva e indipendente delle donne in tutte le istituzioni militari, politiche e amministrative.

• Il riconoscimento costituzionale del sistema di “copresidenza” e l’adozione di una quota femminile non inferiore al 50% in tutti i settori dello Stato e nelle commissioni costituenti, come garanzia di completa uguaglianza.

• L’inclusione di una clausola costituzionale chiara che adotti il decreto n. 13 relativo alla protezione dei diritti linguistici e culturali dei curdi, che garantisca al contempo la protezione dei diritti di tutte le comunità siriane e della loro diversità culturale.

• La formazione di comitati partecipativi autentici con un’ampia rappresentanza femminile per riformulare una nuova costituzione democratica che tuteli i diritti delle donne e di tutte le comunità e istituisca un sistema democratico decentralizzato.

• La preservazione del carattere e della struttura delle Unità di protezione delle donne (YPJ) e il loro riconoscimento costituzionale come parte essenziale e integrante del sistema di difesa e protezione, riconoscendo il loro ruolo storico nella sconfitta del terrorismo e nella protezione dei valori umani.

• L’impegno assoluto a favore della Legge sulle donne e dei diritti legali e civili conquistati, e il respingimento categorico di qualsiasi legge che perpetui la sottomissione o cerchi di sminuire il ruolo sociale e politico delle donne.

• La ricerca e il ritrovamento delle persone scomparse, vittime di sparizioni forzate; tutti gli autori di crimini e violenze brutali contro le donne devono essere assicurati immediatamente alla giustizia e vanno attuati i principi della giustizia transitoria per garantire il risarcimento delle vittime e la prevenzione l’impunità.

• La garanzia per tutti gli sfollati di fare un ritorno sicuro e volontario alle loro case, con garanzie internazionali che li proteggano da rappresaglie e assicurino loro i mezzi di sussistenza.

• L’invito alla comunità internazionale a riconoscere il modello di autogoverno e la leadership delle donne al suo interno come modello nazionale per una soluzione in Siria, garantendo una transizione verso una Siria democratica, pluralistica e decentralizzata.

Rivolgiamo questo appello alla lotta a tutti i movimenti femministi e alle forze democratiche di tutto il mondo: la nostra lotta oggi è l’ultima linea di difesa dei valori universali della libertà contro l’ideologia salafita e patriarcale. Prendere di mira le donne siriane è un colpo al cuore della democrazia in tutto il mondo. Pertanto, vi invitiamo a rafforzare le alleanze tra donne e ad esercitare pressioni internazionali per garantire che la futura costituzione siriana non escluda ed emargini metà della società.

Gli anni ci hanno insegnato che la nostra organizzazione è la nostra fortezza. Le uccisioni non ci intimidiranno, le violazioni non spezzeranno la nostra volontà. Coloro che hanno fatto la rivoluzione e preservato la dignità con il loro sangue sono le uniche in grado di proteggerla e di imporre la logica di una “Siria democratica, pluralistica e decentralizzata”.

Un impegno nei confronti delle martiri e delle trecce recise: rimarremo una forza invincibile contro la tirannia e non ci fermeremo finché non vedremo i nostri risultati garantiti nella costituzione.

Lunga vita alla rivoluzione delle donne!

Gloria ed eternità alle martiri!

Donna, vita, libertà (Jin, Jiyan, Azadî)!

Le organizzazioni femminili del Rojava/Siria settentrionale e orientale

14 febbraio 2026

Firmato da

Kongra Star (movimento delle donne)
Sindacato delle donne siriache in Siria
Sindacato per la sicurezza delle donne
Sara – Organizzazione contro la violenza sulle donne
Movimento per la cultura e l’arte delle donne– Hîlala Zerîn
Sindacato delle donne ezide in Rojava
Partito democratico della libertà
Partito democratico del Kurdistan per la pace
Partito democratico dei verdi
Sindacato dei legali Kurdi
Partito democratico Kurdo in Siria
Partito siriano per la costruzione e lo sviluppo
Associazione Sawushka delle donne

Fondazione delle donne libere in Siria
Consiglio delle donne del movimento della società democratica
Autorità delle donne
Partito democratico del Kurdistan– Syria
Partito del messaggio democratico del Kurdistan
Partito del cambiamento democratico del Kurdistan
Movimento per il futuro del Kurdistan Future Movement
Partito democratico del Kurdistan in Syria (el-Party)
Consiglio della giustizia
Associazione degli ambasciatori per le persone con disabilità
Roz Organizzazione per sostegno ed empowerment
Organizzazione dei leader per la pace

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